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Secondo uno studio statunitense, tra le persone con dispositivi a tecnologia digitale avanzata il tempo medio giornaliero di utilizzo è elevato, e diversi fattori ne influenzano la durata in positivo o in negativo.
Se non viene trattata, l’ipoacusia neurosensoriale può avere effetti negativi sulla qualità di vita legata alla salute: gli studi hanno indicato un collegamento tra questo disturbo e un rischio aumentato di sviluppare depressione e ansia e di sperimentare isolamento sociale.
Inoltre, alcune recenti ricerche hanno suggerito la possibile associazione tra la riduzione dell’udito di origine neurosensoriale e un più rapido declino cognitivo nelle persone anziane.
L’impianto di un apparecchio acustico è il trattamento più diffuso per questo tipo di ipoacusia, ma la percentuale di utilizzatori effettivi rispetto ai potenziali candidati rimane bassa, nonostante gli importanti effetti negativi correlati con il disturbo e i progressi tecnologici che hanno portato all’introduzione dei dispositivi a tecnologia digitale avanzata (advanced digital technology, ADT).
Inoltre, anche nell’ambito degli utilizzatori di apparecchi acustici, una percentuale non trascurabile ne fa un uso limitato, per poche ore al giorno, o saltuario, secondo quanto emerge da alcune survey.
Questo comporta una limitazione dei benefici potenzialmente ottenibili dal dispositivo. Inoltre, l’uso dell’apparecchio acustico per tutto il periodo di veglia è raccomandato per i bambini, mentre le indicazioni per gli adulti sono meno chiare.
Uno studio condotto negli Stati Uniti si è posto come obiettivo di determinare il periodo medio di utilizzo giornaliero dell’apparecchio acustico riferito dai pazienti, e di valutare la possibilità che gli outcome del trattamento – in termini di soddisfazione e di efficacia riportate dagli utilizzatori – siano predittivi della durata giornaliera di uso del dispositivo.
I fattori che influenzano il tempo di utilizzo
Nello studio sono stati inclusi 152 adulti con esperienza di uso di un apparecchio acustico a tecnologia digitale avanzata, seguiti in due studi privati in California.
Lo studio era composto da una parte prospettica e una retrospettiva. La prima consisteva in una survey via posta diretta a 500 pazienti, selezionati casualmente tra i portatori di apparecchio acustico.
I partecipanti hanno compilato il questionario previsto dalla scala VASuse (Visual Analog Scale for Daily Use of Hearing Aids) e i questionari validati per la misurazione soggettiva dell’efficacia, della soddisfazione e del beneficio. Per tutti i responder sono poi stati raccolti dati retrospettivi.
I risultati indicano che i partecipanti utilizzavano l’apparecchio acustico in media per
12 ore al giorno.
Inoltre, l’analisi statistica ha fornito indicazioni sulle relazioni tra gli outcome del trattamento e la durata di utilizzo: una combinazione di
soddisfazione, benessere e migliore
qualità di vita è risultata associata a un più lungo periodo di utilizzo giornaliero del dispositivo.
Invece, un alto punteggio relativo all’item “restrizione residua alla partecipazione” (residual participation restriction, RPR) del questionario International Outcome Inventory for Hearing Aids (IOI-HA) sembra essere correlato a un minore tempo di utilizzo dell’apparecchio acustico.
Come promuovere l’uso degli apparecchi acustici
«I partecipanti allo studio hanno riferito un periodo di utilizzo medio dell’apparecchio acustico di 12 ore al giorno: un risultato incoraggiante» commentano gli autori. «Lo studio suggerisce anche che, quando le persone con apparecchio acustico non lo utilizzano o non lo usano per un tempo adeguato, è opportuno condurre misurazioni degli outcome e fare counseling per quanto riguarda la soddisfazione, il beneficio e la qualità di vita».
Reference
Jilla AM, Johnson CE, Danhauer JL, et al. Predictors of hearing aid use in the advanced digital era: an investigation of benefit, satisfaction, and self-efficacy. J Am Acad Audiol. 2020;31(2):87-95.
26 Ottobre 2020
Autore: 1951